EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI: A CHI CREDERE?

Lo studio degli effetti dei campi elettromagnetici sull’uomo ha interessato la ricerca negli ultimi 30 anni, portando a molte conclusioni che a volte sembrano discordanti tra loro.



Come mai qualcuno ci dice che non ci si deve più di tanto preoccupare, altri invece che sarebbe meglio preoccuparsi?

In realtà assistiamo ad un vero conflitto di interessi che inficia la conoscenza scientifica, come dimostrato dal dr. Henry Lai dell’Università di Washington Seattle. Nel suo lavoro il dottor Lai evidenzia come quando gli studi scientifici sugli effetti dei CEM non sono finanziati dall’industria, si riscontrano effetti da esposizione a CEM per il 70% e non se ne riscontrano per il 30%. Quando invece tali studi sono finanziati dall’industria, gli effetti riscontrati sono del 32% e invece non se ne evidenziano per il 68%. Questa è l’espressione numerica del conflitto di interessi: l’industria confeziona pubblicazioni scientifiche per bilanciare quelle fatte dalla ricerca indipendente. Il dottor Lai pubblicò il suo primo studio relativamente agli effetti sul DNA nel 1995 e da allora non ha smesso di ricercare la verità, nonostante le minacce di licenziamento e le forti pressioni da parte dell’industria telefonica.

 

Quanto è aggiornata la lista delle sostanze cancerogene?

Purtroppo, dati alla mano, la storia ci dimostra che esiste un forte ritardo tra quanto comprovato dalla ricerca indipendente ed il riconoscimento di tali scoperte a livello universale. Alcuni esempi molto significativi:

L’Istituo Ramazzini collabora da anni con il National Toxicology Program del US National Institute of Environmental Health Sciences per l’elaborazione dei dati sperimentali di saggi di cancerogenesi a lungo termine condotti nei laboratori del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni (CRCCM) dello stesso Istituto, al fine di rendere disponibili per la comunità scientifica i dati degli studi pubblicati e quindi consentire la valutazione quali-quantitativa del rischio ed ulteriori ricerche.

Evidenziamo che si verifica un ritardo notevole in termini di tempi di risposta da parte degli organismi istituzionali alle evidenze di tali istituti indipendenti di ricerca.

È successo altre volte che non siano state vietate sostanze cancerogene pur avendo l’evidenza della loro pericolosità?

Purtroppo sì, ecco alcuni esempi tra le sostanze più conosciute dove si rimarca la discrasia tra l’evidenza degli studi condotti dall’Istituto Ramazzini e il riconoscimento a livello ufficiale (lo IARC, ovvero l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro): 

Agente

CRCCM - anno

Gruppo IARC - anno

Ritardo

Benzene

1979

2012

33 anni

Composti del Cromo esavalente

1974

2012

38 anni

Formaldeide

1989

2012

23 anni

Polvere silicea

1988

2012

24 anni

Etanolo e Acetaldeide (nelle bevande alcoliche)

2002

01/2012

10 anni

 

Ci sono altri ritardi importanti?

E allora ci teniamo a segnalare che nel 2010 sono stati pubblicati dall’Istituto Ramazzini i risultati preliminari dello studio sperimentale sulle onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (50Hz) combinate con le radiazioni gamma, che evidenzia un aumento dei tumori mammari maligni… sono già passati 10 anni, vedremo quanti ne dovranno passare ancora prima che si faccia qualcosa sul serio!

C’è altro da sapere?

Una pubblicazione del 2019 dell’Istituto Ramazzini evidenzia l’insorgenza di tumori al cervello ed al cuore in ratti esposti ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari dalla vita prenatale alla loro morte naturale.

Per chi volesse approfondire, inseriamo qui il link della pubblicazione:

sulla rivista internazionale peer-reviewed

 

Come posso proteggere me e i miei cari?

Anche EUREKA, nel suo piccolo, è un Centro di Ricerca indipendente dall’industria e affianca la ricerca per comprendere gli effetti sull’uomo, e sul vivente in generale, di determinati fattori che individua come potenzialmente dannosi o invece benefici, alla ricerca per individuare degli strumenti che portino delle soluzioni per ridurre gli effetti nocivi e potenziare quelli benefici.

EUREKA nelle sue ricerche ha prestato particolare attenzione agli effetti dei diversi tipi di inquinamento ambientale, tra cui quello elettromagnetico, e si è dedicata negli anni a trovare delle soluzioni atte a proteggere il vivente dagli effetti dell’emissione dei campi elettromagnetici.

Se solo pensiamo all’evolversi della radiofonia dai 2G ai 5G ci rendiamo conto di come tutto cambi velocemente e parimenti EUREKA ha nel tempo perfezionato i Dispositivi di protezione che aveva progettato e realizzato negli anni, creandone anche di nuovi che potessero andare incontro alle esigenze di un numero sempre maggiore di persone, di età diversa e con stili di vita diversi.

I Dispositivi di EUREKA lavorano attenuando gli effetti dei campi energetici emessi dai campi elettromagnetici che interagiscono con il campo energetico di ogni essere vivente, che sia minerale, vegetale, animale o uomo al fine di limitarne gli effetti nocivi su di essi.

Alcuni dei nostri prodotti sui campi elettromagnetici:

- Rhinnova Life

- Talking Safe

- Aria Viva:

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https://www.youtube.com/watch?v=HKAyI5u94cY